giovedì 28 gennaio 2016

Recensione: Waylander dei Drenai di David Gemmell


Prezzo: € 14,90
Ebook: € 4,99
Pagine: 352
Genere: Epic Fantasy
Editore: Fanucci
Data di pubblicazione: 28 Gennaio 2016 (prima edizione risalente al 1986)

La morte del re Niallad, sovrano dei Drenai ed erede del leggendario Orien, il Re Guerriero, getta il regno nel caos. L’esercito, che Niallad aveva incoscientemente disarmato, è allo sbando, alla mercé dei Mastini del Caos, un’orda di guerrieri senza scrupoli che invadono le terre dei Drenai seminando terrore e morte. A ispirare la loro ferale avanzata è l’oscura Confraternita, una setta diabolica che cospira nell’ombra. Tra i guerrieri drenai, asserragliati nella fortezza di Purdol, solo pochi sono in grado di opporsi agli invasori. L’unica speranza risiede nel ritrovamento della gloriosa Armatura di Bronzo che Orien portava in battaglia e che sembra essere andata perduta con la vita di chi la indossava. Toccherà a Waylander il mercenario avventurarsi nelle terre dei Nadir alla ricerca del prezioso cimelio, in compagnia di Dardalion, prete della Fonte, colui che già una volta gli ha salvato la vita e che ora lo guida verso la redenzione, perché Waylander porta con sé un pericoloso segreto...

Continua la mia cavalcata nel mondo di David Gemmell e nella sua mirabolante Saga che vede protagonista un popolo forte e fiero che può contare tra le sue fila guerrieri, condottieri e anime valorose, pronti a tutto pur di difendere le loro Terre natie e i loro concittadini. Giunta ormai al Terzo Libro, Waylander dei Drenai, sono più che certa di aver trovato il mio mondo in queste pagine magiche, dotate di una forza incredibile, che hanno saputo arricchirmi sotto ogni punto di vista. Ancora una volta mi sono ritrovata rapita e mi sono sentita parte di una storia unica nel suo genere.
Waylander è un abile guerriero dall'anima completamente inaridita, che incapace di provare ancora sentimenti, almeno apparentemente, si tramuta in un Assassino freddo e spietato, un mercenario che compie omicidi per soldi con un unico obiettivo: vendicare la morte dei suoi cari togliendo la vita a coloro che l'hanno causata. L'incontro con Dardalion però sarà in grado di cambiare tutto: salvando casualmente il prete, Waylander subirà un cambiamento che diverrà sempre più evidente nel corso della sua missione, che lo vedrà avventurarsi nelle Terre dei Nadir, da sempre nemici giurati dei Drenai, per ritrovare l'unica arma in grado di portare il suo popolo alla vittoria nell'ennesima guerra contro i Mastini del Caos, sostenuti dall'Oscura Confraternita, assassini senza scrupoli pronti a tutto pur di invadere le Terre dei Drenai: l'Armatura di Bronzo, da sempre indossata dai più grandi Re e ritenuta straordinariamente magica, è l'unica possibilità che hanno i guerrieri Drenai di opporsi ai loro nemici. In un regno gettato completamente nel caos dalla morte del re Niallad, riusciranno i Drenai a respingere i nemici e riprendersi la loro Terra? Riuscirà Waylander a recuperare l'Armatura? Ma soprattutto, a quale prezzo: la vita, l'anima, se stesso?

"Un tempo amavo la vita e il sole era una gioia dorata, ma a volte la gioia ha una breve durata, prete, e quando essa muore un uomo guarda dentro di sé e se ne domanda il perché. Si chiede perché l'odio debba essere molto più forte dell'amore, perché i malvagi debbano accumulare così ricche ricompense, perché la forza e la rapidità debbano avere maggiore importanza della moralità e della gentilezza. E poi si rende conto che.. che non c'è nessuna risposta. Nessuna. Nell'interesse della sua stessa sanità mentale, deve allora cambiare modo di vedere le cose. Un tempo io ero un agnello che giocava su un pascolo. Poi sono giunti i lupi e ora sono un'aquila che vola in un universo differente."

Fin dal prologo le notevoli differenze con i precedenti libri costituenti la Saga dei Drenai si palesano al lettore in tutta la loro magnificenza: da subito ci si renderà conto di trovarsi davanti ad un libro molto dinamico, se possibile ancor di più dei precedenti, dove battaglie, guerre e missioni impossibili si alterneranno dando vita ad una mirabolante storia, ma soprattutto ci si accorgerà di come le emozioni e i sentimenti diverranno i protagonisti assoluti del romanzo, travolgendo il lettore in tutta la sua perfezione, e, ancora, di come questi saranno in grado di portare cambiamenti particolarmente rilevanti nei protagonisti a cui, tra l'altro, non affezionarsi sarà assolutamente impossibile. 
La storia è costruita benissimo, ma mi preme porre l'accento sul fatto che ancor più divinamente questa si sviluppa: esattamente come nei precedenti capitoli della Saga, anche qui le voci narrati sono differenti e si passa dal vedere gli avvenimenti con gli occhi del protagonista assoluto, Waylander, al viverli con quelli di Dardalion o ancora attraverso quelli di Danyal, per arrivare poi, nel corso della lettura, a conoscere anche il punto di vista di molti generali, come Degas o Karnak, o dei soldati, quali Jonat e Sarvaj, dando in questo al lettore non solo di assistere agli eventi da diverse prospettive riuscendone così a comprendere meglio la logica o l'avventatezza, ma soprattutto di conoscere nel profondo ogni singolo personaggio, imparandone a distinguerne pregi e difetti, ciò che è oggetto del loro disprezzo e del loro amore, ciò che sta alla base del coraggio e della viltà, dandogli una prospettiva quanto più ampia possibile e consentendo all'autore di caratterizzare tutti allo stesso modo, molto dettagliatamente.
Come detto prima, poi, e com'è facilmente intuibile protagonista in prima battuta è la Guerra, quella che il popolo Drenai combatterà valorosamente per proteggere le proprie Terre e i propri abitanti a costo delle loro stesse vite: le descrizioni delle battaglie sono esemplari, queste vengono analizzate nello specifico e non solo per quel che riguarda l'atto fisico di scontrarsi fino alla morte con l'avversario, riportandone cioè i movimenti e i loro effetti, ma anche in riferimento a tutte quelle diverse, e varie, strategie ideate dai singoli guerriglieri e credetemi, saranno in grado di sorprendervi esattamente come hanno colta impreparata me, lasciandomi più e più volte a bocca aperta per lo stupore.
Sono rimasta, invece, completamente ammaliata dai personaggi e in un modo che mai mi sarei aspettata dal protagonista, Waylander: fin dal primo capitolo, nel quale facciamo la sua conoscenza, ho sentito per lui un certo attaccamento che mai, prima d'ora, avevo nutrito per qualcun altro, le sue vicende mi sono state subito a cuore, ma non nel classico modo in cui succede quando ci si affeziona a qualcuno, oserei dire in un modo assolutamente morboso, completamente desiderosa di trovarmelo accanto durante la lettura, anche solo alzando gli occhi dal libro e vedermelo di fronte! Certamente L'Assassino, l'epiteto con il quale imparerete a conoscerlo, è un uomo schivo, forte, diffidente, deciso a raggiungere il suo unico obiettivo incurante di chi o di cosa calpesta, ma con un'anima pura, e può sembrare paradossale ne sono consapevole, che rivelerà nel corso della storia le sue debolezze, la sua componente dolce e delicata in grado di donare un amore inimmaginabile e soprattutto tutto ciò che ha dovuto sopportare e quello che ha dovuto perdere. Rimango sempre più stupita, romanzo dopo romanzo, delle immense capacità di David Gemmell di mettere a nudo tutti i suoi protagonisti in una maniera eccellente, tanto delicata quanto diretta e cruda. Anche tutti gli altri personaggi subiscono questo processo: e così conosciamo Dardalion, il prete contrario ad ogni forma di violenza, il mistico che è pronto ad immolarsi per la causa, costruire la nuova stirpe dei Trenta e combattere, togliere la vita a quanti più uomini possibili pur di aiutare chi gli ha salvato la vita; e ci troviamo davanti a Danyal, una donna fragile e timorosa che si trasforma in una tigre quando, messa alle strette, deve salvare sé e la sua famiglia; e così via discorrendo per tutti coloro che si troveranno sotto la forza della penna dell'autore britannico.
Dotate di una rara bellezza e ben definite sono, poi, le ambientazioni: particolarmente evocative, si rivelano essere i luoghi ideali per lo svolgimento degli eventi, quasi fosse scritto da qualche parte e assunto a principio assoluto che quella determinata debba essere situata in quel preciso luogo piuttosto che in un altro, e in grado di assorbire in loro tutto ciò che succede e conservarlo come fosse un cimelio da donare alla storia e alle generazioni future.
Un altro elemento, a cui mi sono accorta di non aver dato il relativo e quanto più meritato spazio, è costituito, invece, dai dialoghi: David Gemmell è molto abile nel conferire a semplici parole un significato importantissimo, e questo traspare molto bene dai dialoghi che, a volte brevi ed altre intensi, hanno il grande pregio di dare al lettore, quasi sempre, vere e proprie lezioni di vita ed io, se fossi in voi, non mi perderei per nulla al mondo una singola parola.
Il finale vi sorprenderà nel modo più assoluto: potrete fare tutte le congetture possibili, ma la pagina successiva vi smentirà in ogni occasione, e fino a che non avrete letto l'ultima riga dell'ultima pagina non sarete sicuri dell'epilogo, nulla viene dato per scontato, nulla è intuibile e le rivelazioni che fino alla fine vi accompagneranno nella lettura non vi abbandoneranno mai e saranno in grado di mantenere vivo e dinamico il romanzo.
Lo stile si conferma, ancora una volta, molto scorrevole, fluido, pulito e questa volta, più di altre, con un pregio enorme, quello di trasmettere emozioni, quelle vere, al lettore, in qualsiasi situazione ed in ogni momento.
David Gemmell ormai è diventato l'astro più lucente del firmamento che sarò sempre pronta seguire.

valutazione 5

2 commenti:

  1. Bellissima recensione, sai che mi stai mettendo molta curiosità, magari un giorno decido di prenderlo :-)

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    1. Piano piano ti convincerò del tutto :P e grazie! *-*

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